La tragedia di Amendolara torna al centro del dibattito politico regionale dopo l’intervento del consigliere regionale Enzo Bruno, capogruppo di “Tridico Presidente” e vicepresidente della Commissione consiliare contro il fenomeno della ‘ndrangheta, della corruzione e dell’illegalità diffusa. Bruno parla di una vicenda che, secondo il suo giudizio, non può essere ridotta a un fatto di cronaca ma deve diventare occasione di riflessione profonda sulle condizioni del lavoro e sullo sfruttamento in Calabria.

“Quattro vite spezzate e una responsabilità collettiva”

Il consigliere evidenzia la portata umana della tragedia, sottolineando come dietro le vittime ci siano storie di giovani arrivati in Italia in cerca di un futuro migliore. “Quando quattro giovani uomini perdono la vita in circostanze che riportano alla luce il tema dello sfruttamento, del lavoro senza diritti e della vulnerabilità di chi vive ai margini, ogni parola sembra insufficiente”, afferma Bruno, che richiama la necessità di non archiviare l’episodio come una semplice emergenza isolata.

Caporalato e lavoro nero nel mirino

Nel suo intervento, il consigliere regionale punta l’attenzione sul sistema di sfruttamento che colpisce i lavoratori più fragili. “Parliamo di caporalato, lavoro nero, condizioni disumane e diritti negati”, sottolinea Bruno, evidenziando come il problema non riguardi solo i singoli responsabili, ma anche la capacità delle istituzioni e della società di costruire strumenti efficaci di prevenzione.