«È un'emozione sempre nuova», anche alla IX edizione, vedere l'Aula Mario Arcelli della Luiss Guido Carli gremita di ragazzi ambasciatori e testimoni di legalità, il motore di un entusiasmo contagioso, mischiarsi con le numerose autorità e istituzioni che hanno firmato il protocollo d'intesa che anima il progetto Legalità e Merito creato e fortemente voluto dalla Professoressa Paola Severino. «Premiare il merito significa dare fiducia a una generazione pronta a diventare protagonista del cambiamento». La presidente della School of Law della Luiss ha appena congedato l'ultima Cerimonia di premiazione del Progetto che da nove anni crea ponti sempre più estesi tra scuole e istituti penali minorili.
Professoressa l'ennesimo record di studenti Luiss coinvolti e l'entusiasmo che incontrano per la legalità e il merito in realtà disagiate non la sorprende, considerato che sono figli dell'era della digitalizzazione e dell'IA?«È qui la magia. Questi ragazzi riescono ad esprimere qualità spesso non conosciute, una profondità di pensiero e una vicinanza ai temi sociali. Scelgono loro i temi dei quali parlare nel nostro progetto Legalità e Merito. E scelgono dei temi sempre molto alti: dalla lotta contro la violenza a quella contro la disuguaglianza, fino alla tutela dei diritti umani. Ma davvero pensiamo che i giovani siano così superficiali come a volte ci vengono descritti?».Convivono con una violenza che scorre nella rete.«È vero, e la trovo una gioventù davvero molto provata da quello che ci circonda. Noi non abbiamo mai visto guerre in Europa. Loro invece sono circondati dalle guerre, dalla violenza e dalla sopraffazione. Però, proprio per questo secondo me, hanno una profondità e una maturità ancora maggiore di quella che avevamo noi alla loro età. E andarli a stimolare proprio sui temi della legalità fa venir fuori questa grande profondità, il senso di difesa di ciò che ritengono giusto. C'è questo forte sentimento della tutela rispetto alle disuguaglianze, alla violenza, all'illiceità che scopriamo poi nei posti più disagiati, nelle carceri minorili per esempio. Lì dove i ragazzi ci danno delle definizioni della legalità e di merito sorprendenti e partecipano alla stesura di progetti che manifestano nel mondo in cui sono abituati a fare. Una musica rap, una trasmissione radiofonica o una poesia, un canto. Sono giovani che parlano ai giovani, perciò funziona così bene. C'è un contagio culturale collettivo».Sentono però evidentemente anche il sostegno delle istituzioni.«È l'altra anima dell'iniziativa. Accanto alla Luiss e alla Fondazione Severino, il programma ha visto la collaborazione del Ministero della Giustizia, del Ministero dell'Istruzione e del Merito, del Ministero dell'Università e della Ricerca, del Consiglio Superiore della Magistratura, della Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, dell'Anac e dell'Arma dei Carabinieri. Nell'anno dei record, il Progetto ha ispirato il docu-film "Rebibbia Lockdown". Ma ha anche permesso alla Luiss di partecipare all'edizione 2022 dei Wharton-QS Reimagine Education Awards, la principale competizione mondiale dedicata all'innovazione nel mondo dell'education, classificandosi al terzo posto nella categoria Regional Award - Europe. Un traguardo».I progetti premiati oggi (ieri, ndr) parlano di fiducia, cambiamento, riscatto, del coraggio di non tacere. Come "Viola non tace" dell'Istituto di Istruzione Superiore "Giovanni Falcone" di Palazzolo sull'Oglio, sul podio con "Padrune e stelle: il diritto al domani" dell'Istituto Penale per Minorenni di Nisida.«Tutti straordinari. Ma abbiamo premiato i progetti più belli realizzati nelle carceri minorili e in 20 scuole italiane scelte dal Ministero dell'istruzione in cui i nostri studenti - 225 volontari di Legalità e Merito vanno durante l'anno per curare questi progetti. Sono 225 studenti, ragazzi che studiano alla Luiss che dividono il loro tempo tra lo studio e le attività sociali che svolgono con grandissimo entusiasmo».Perché sono testimoni e semi di resilienza?«Portano la testimonianza dell'importanza che per loro ha il senso della legalità e del merito e gettano i semi perché altri giovani come loro li raccolgano e li facciano crescere. In un contesto di crisi sociali e geopolitiche, dobbiamo prepararli a resistere e ad avere una grande capacità di vincere rispettando la legalità, non pensando che le scorciatoie ti portino più avanti prima degli altri».L'IA è un altro test cruciale per i giovani e per la legalità?«Esattamente. Ma i giovani che si preparano non hanno paura. Perché sanno che se riescono ad usare bene l'Intelligenza artificiale, troveranno delle grandi risorse e delle nuove modalità di lavoro estremamente utili. Non si tratta soltanto di perdere lavori esistenti, si tratta di conquistarne di nuovi. Più crescerà l'IA , più ci sarà bisogno di esperti in cybersecurity».








