Accanto ai numerosi e prestigiosi relatori che hanno animato il fitto programma di incontri, gli altri protagonisti della manifestazione sono stati i tantissimi ragazzi del territorio. Mettendosi in gioco in prima persona, i giovani non si sono limitati al supporto logistico, ma hanno assunto il ruolo chiave di presentatori, introducendo gli ospiti e avviando i dibattiti. L’evento come un’officina di cittadinanza attiva. Il valore pedagogico è evidenziato con entusiasmo da Eva Nardi, insegnante del Cicognini-Rodari: "Trovo questo progetto meraviglioso. Da insegnante, ho considerato estremamente formativa l’esperienza che è stata fatta fare ai ragazzi. L’idea di parlare in pubblico e annunciare i relatori offre una crescita di cui i giovani hanno profondo bisogno. È stato interessante vederli co-protagonisti dell’evento insieme agli ospiti, in un dialogo intergenerazionale che ha sprigionato una bellissima energia. Un’occasione di formazione e di crescita". La macchina del volontariato è stata il frutto di un lavoro meticoloso iniziato mesi fa, come racconta Dimitri Gagliardi, volontario di Prato Comunità Educante: "Insieme a Clara Fedi e Greta Mezzanotti abbiamo coordinato il gruppo dei volontari giovani, di età comprese tra i 17 e i 22 anni. Siamo andati direttamente nelle scuole per far conoscere il festival. I ragazzi erano emozionati e desiderosi di partecipare. Abbiamo iniziato a riunirci già da febbraio per organizzare il gruppo, e la risposta è stata eccezionale". L’impatto sul tessuto cittadino è stato profondo, capace di unire anime diverse della città. Denisa Luca, una delle studentesse che ha partecipato ad alcuni incontri del festival, ha sottolineato proprio questa capacità di coesione: "Questo evento unisce l’intera comunità di Prato creando un ponte tra generazioni. C’era tantissima gente di ogni età, dai giovani ai più anziani, permettendo un confronto vero sui temi proposti. Non vedo l’ora di scoprire il tema del prossimo anno". Un sentimento ampiamente condiviso dal pubblico: "Mi è piaciuto tantissimo, gli incontri erano molto interessanti e i relatori estremamente diversi tra loro - conferma Luciana Bini, spettatrice della rassegna - C’era una partecipazione di popolo incredibile, e i volontari sono stati semplicemente meravigliosi e preparati. Ci auspichiamo che ci sia una nuova edizione anche il prossimo anno". Il festival si congeda così da Prato lasciando una promessa di continuità e la certezza che il terreno migliore da cui partire sono proprio le nuove generazioni.