Sono più di quarant’anni che Vito Totire dedica il proprio impegno professionale, politico e personale ai lavoratori esposti all’amianto (ma anche ai detenuti e a chi soffre di malattie mentali) e tanti sono i fronti aperti con aziende come Enichem, Ferrovie dello Stato, Philips Carbon Black, tanto per citarne solo alcune, e le vertenze con Inps e Inail. Medico del lavoro, psichiatra, consulente tecnico in tribunale, è presidente dell’associazione ’Esposti all’amianto’ costituita negli anni Novanta e il suo attuale obiettivo è quello, ancora una volta, di ottenere per gli ex lavoratori ravennati della Philips Carbon Black il riconoscimento del diritto alla maggiorazione pensionistica (prevista dalla legge del 1994) a seguito della esposizione prolungata alle fibre di amianto (oltre cento per litro di aria), diritto riconosciuto dal giudice del lavoro Roberto Riverso nel 2003, ma poi disconosciuto da una seconda sentenza d’appello, definitiva nel 2015, dopo che la Cassazione aveva annullato la prima che confermava quella di primo grado. E proprio a seguito di questa seconda sentenza d’appello, l’Inps obbligò i lavoratori a restituire la maggiorazione percepita negli anni, ovvero somme che andavano dai 30 ai duecentomila euro. Un ‘rimborso’ che è ancora in essere perché fu concessa la rateazione.
Il processo sulle fibre d’amianto: "Risarcimenti da restituire all’Inps, Mattarella si è interessato al caso"
Vito Totire, presidente dell’associazione ’Esposti all’amianto’: "Il Capo dello Stato ci ha comunicato di aver girato la nostra lettera ai Ministeri della Salute e del Lavoro".








