Il tribunale di Genova ha condannato il ministero dell'Interno a un maxi risarcimento ai familiari di un vigile del fuoco di Spezia morto a causa dell'esposizione professionale a polveri e fibre di amianto.
La giudice Valentina Cingano ha disposto il risarcimento di circa un milione di euro.
"Abbiamo dimostrato davanti al tribunale - spiega l'avvocato Paolo Frisani, legale del sindacato autonomo dei vigili del fuoco Conapo che ha assistito i parenti del lavoratore - una esposizione massiccia, continuativa e non occasionale alle fibre di amianto nel corso dell'attività di intervento".
Secondo il difensore, "coperte, guanti, maschere e altri dispositivi di protezione individuale contenenti amianto venivano utilizzati regolarmente, senza alcuna informazione o istruzione su come evitare il contatto con un materiale altamente nocivo. È stato accertato, inoltre, che l'esposizione non riguardava solo gli interventi operativi, ma anche le attività quotidiane e obbligatorie di addestramento".
Non è la prima sentenza che prevede un risarcimento per i familiari: già altri tribunali hanno riconosciuto come, fino alla fine degli anni Novanta "nelle sedi di servizio e sugli automezzi dei vigili del fuoco fossero presenti tute, guanti e coperte contenenti amianto, largamente utilizzati dal personale.









