Una battaglia lunga quattordici anni ma la sentenza è finalmente definitiva. Il Ministero della giustizia è stato condannato a pagare un milione di euro per la morte di Salvatore Antonio Monda, un ispettore capo della polizia penitenziaria, morto a 44 anni per un tumore ai polmoni dopo aver inalato fumo passivo per 22 anni sul posto di lavoro. Monda non aveva mai fumato nemmeno una sigaretta, eppure viveva circondato dal fumo delle sigarette dei detenuti.

A settembre 2023 il Tribunale di Lecce, prendendo atto delle denunce del Sappe (il sindacato autonomo di polizia penitenziaria) e delle numerose violazioni di legge da parte del Dap (Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria), ha condannato il Ministero della Giustizia a risarcire con un milione di euro la famiglia dell’ispettore. Una sentenza fondamentale, in quanto mai prima di quel momento era accaduta una cosa simile in Italia e in Europa: “Ha segnato uno spartiacque da cui non si poteva più tornare indietro - spiegano dal Sappe - anche se di fronte all’evidenza il ministero della giustizia ha comunque proposto appello presso la Corte appello di Lecce, che è stato rigettato nel novembre 2025, confermando la sentenza di primo grado è diventata definitiva in data odierna”.