Corigliano (Cosenza), 5 giugno 2026 – La strada statale 106 ’Jonica’ è lunga poco meno di 500 chilometri. Una lingua di asfalto che parte da Reggio Calabria, arriva a Taranto e lambisce il mare allacciando un cordone unico tra Calabria, Basilicata e Puglia. Ed è qui che sfreccia anonima, ma sotto gli occhi di tutti, la ’tratta delle braccia’. La chiamano così da queste parti: manovalanza a bassissimo costo. Migliaia di lavoratori fantasma caricati sui minivan e portati nei campi. Come i quattro di Amendolara bruciati vivi nella stazione di servizio. “Questo episodio di estrema violenza – ragiona Giuseppe Lavia, segretario generale dell’Usr Cisl Calabria – è stato preceduto da altri. Ripetuti incendi di alcuni mezzi di lavoratori pakistani destinati al trasporto dei braccianti. Qualcosa che indica veri e propri contrasti in atto tra gruppi criminali”.

Sotto gli occhi di tutti

Nonostante i progetti attivati dalle istituzioni e l’impegno sul campo delle associazioni è come se lo sfruttamento della manodopera straniera fosse un fiume in piena che non trova argini. Maria Rita Acciardi, sindaco di Amendolara, in attesa della grande manifestazione organizzata per domani da sindacati e associazioni, ha convocato per oggi alle 18, nella sala consiliare del suo Comune, tutti sindaci dei territori infestati dal caporalato. Un incontro aperto anche alle associazioni sindacali.