La legge delega sul nucleare approvata dalla Camera ha riacceso le proteste dei movimenti sardi contrari all'atomo. Il Comitato Nonucle-Noscorie lancia l'allarme sul rischio che la Sardegna possa finire al centro del nuovo programma nucleare nazionale, sia per quanto riguarda il deposito unico delle scorie radioattive sia per eventuali sperimentazioni legate ai mini-reattori modulari.Secondo gli attivisti, il via libera di Montecitorio al disegno di legge sul nucleare sostenibile, unito ad altri provvedimenti e investimenti recentemente annunciati, renderebbe sempre più concreta l'ipotesi di un coinvolgimento dell'isola. Nel mirino del coordinamento finiscono in particolare gli otto siti sardi inseriti nella Carta nazionale delle aree idonee per il deposito dei rifiuti radioattivi, la nascita della società Nuclitalia e il finanziamento da 320 milioni di euro destinato all'adeguamento del porto di Santa Giusta-Oristano. "Il rischio è che l'Ulisse radioattivo trovi la sua Itaca in Sardegna", affermano gli esponenti del comitato, che vedono nel combinato disposto di questi interventi un segnale preoccupante per il futuro dell'isola. Gli attivisti contestano inoltre la possibilità che la Sardegna venga coinvolta nello sviluppo degli Small Modular Reactors (Smr), i mini-reattori nucleari di nuova generazione citati anche nel ddl approvato dalla Camera. Secondo il coordinamento, si tratta di una tecnologia ancora tutta da verificare sul piano economico e meno competitiva rispetto alle fonti rinnovabili.Da qui la promessa di nuove mobilitazioni. Il Comitato Nonucle-Noscorie ribadisce la propria contrarietà a qualsiasi ipotesi di deposito delle scorie o di installazione di impianti nucleari nell'isola e annuncia iniziative pubbliche e manifestazioni di protesta. "Non permetteremo che la Sardegna venga usata come colonia d'oltremare per smaltire i veleni nucleari", attaccano gli attivisti, che chiamano il popolo sardo alla "Rebellia", la ribellione.La presa di posizione arriva subito dopo l'approvazione alla Camera della legge delega sul nucleare sostenibile, appunto. Il provvedimento non autorizza la costruzione di centrali, ma affida al governo il compito di definire entro dodici mesi il quadro normativo per un possibile ritorno dell'energia nucleare in Italia, comprese le tecnologie di nuova generazione come gli Smr e la fusione nucleare.
Nucleare, la protesta dei comitati sardi: "L'isola rischia di diventare l'Itaca delle scorie radioattive"
"Il rischio è che l'Ulisse radioattivo trovi la sua Itaca in Sardegna"














