CommentiSegui Domani su Google04 giugno 2026 • 20:27Aggiornato, 04 giugno 2026 • 20:52Non tanto paradossalmente, Netanyahu ha tirato un sospiro di sollievo di fronte al rifiuto di Hezbollah di riconoscere l’accordo di tregua. E per Trump ed il suo tentativo di tenere separata la guerra in Libano da quella all’Iran è un duro colpoIl tentativo di Donald Trump di tenere separata la guerra in Libano da quella all’Iran subisce un duro colpo. Come prevedibile, Hezbollah ha rifiutato, per voce del suo stesso leader Naim Qassem, di aderire al nuovo cessate il fuoco raggiunto tra Libano e Israele. Una tregua, quella concordata a Washington, imposta non senza fatica dagli Usa al recalcitrante leader israeliano, al quale, in una burrascosa conversazione a distanza, il presidente Usa ha dato del «pazzo» per il suo intento di tornarPer continuare a leggere questo articoloSei già abbonato?Renzo GuolosociologoProfessore ordinario, è docente di Sociologia dell’islam e Sociologia delle religioni all’Università di Padova. Tra i suoi interessi di ricerca: i rapporti tra religione e politica, i fondamentalismi contemporanei, l’Islam italiano ed europeo, la geopolitica del mondo islamico, i conflitti nelle società multiculturali
Netanyahu e il Partito di Dio sulla via della guerra infinita
Non tanto paradossalmente, Netanyahu ha tirato un sospiro di sollievo di fronte al rifiuto di Hezbollah di riconoscere l’accordo di tregua. E per Trump ed il suo tentativo di tenere separata la guerra in Libano da quella all’Iran è un duro colpo











