Il gup di Venezia ordina 17 condanne nel processo Amnesia contro il “locale” di ‘ndrangheta di Verona, articolazione veneta dei clan di Isola
ISOLA CAPO RIZZUTO – Stangata contro i nuovi assetti del “locale” di ‘ndrangheta di Verona, articolazione veneta delle cosche di Isola Capo Rizzuto. La gup distrettuale di Venezia Benedetta Vitolo, disponendo 17 condanne, ha sostanzialmente accolto le richieste avanzate dai pm Antimafiia Federica Baccaglini e Andrea Petroni nel filone processuale che si sta celebrando col rito abbreviato dopo l’operazione Amnesia. Ci sono anche quattro assoluzioni e un proscioglimento per prescrizione. L’inchiesta punta i riflettori su edilizia e movimento terra. E rappresenta un ulteriore sviluppo dell’operazione “Isola Scaligera”, che negli anni ha già portato a condanne definitive. I reati contestati spaziano dal traffico di armi e stupefacenti al riciclaggio di denaro, dalle estorsioni agli incendi dolosi.
Tra gli imputati spicca il nome di Antonio Giardino, detto “Totareddu”, ritenuto dagli inquirenti il vertice dell’organizzazione e già condannato nel processo isola Scaligera. In questo processo gli è stato inflitto un anno di condanna in continuazione con altri reati. Ma la pena più alta, a 16 anni di reclusione, è per Santino Mercurio, che dopo l’arresto di Giardino avrebbe assunto la direzione dell’organizzazione criminale. Sarebbe stato lui a fornire direttive ai sodali su come reinvestire il denaro frutto di estorsioni e traffici di stupefacenti.










