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Sono stati condannati anche in secondo grado i due imputati di Isola Capo Rizzuto accusati di usura nell'ambito del processo scaturito da un'inchiesta della Direzione distrettuale antimafia. Così ha deciso l'altro giorno la Corte d'Appello di Catanzaro. Il collegio presieduto da Alessandro Bravin (a latere le giudici Roberta Carotenuto e Giovanna Mastroianni) ha inflitto 7 anni e 8 mesi di carcere al 68enne Salvatore Parisi, alias “Scilubba”, per poi comminare 4 anni di reclusione al 55enne Francesco Savoia. Pene inferiori rispetto a quelle stabilite dal Tribunale di Crotone il 7 luglio 2025, quando al termine del giudizio di primo grado a Parisi erano toccati 9 anni e 6 mesi di detenzione ed a Savoia 4 anni e 6 mesi di carcere.
Invece, l'Appello ha rideterminato la condanna per Parisi perché da un lato l'ha assolto da un episodio di usura «perché il fatto non sussiste». Mentre dall'altro sono state escluse a suo carico l'aggravante del metodo e della finalità mafiosi per altre due vicende usuraie così come è venuta meno l'aggravante dello stato di bisogno per due ulteriori fatti di usura.
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