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La pena più elevata è stata inflitta a Vincenzo Alvaro, ritenuto ai vertici dell'organizzazione

© Ansa

Oltre 240 anni di carcere complessivi. È la sentenza emessa dal tribunale di piazzale Clodio nell'ambito dell'inchiesta "Propaggine", che ha coinvolto circa 44 imputati. Il dispositivo è stato letto in aula alla presenza del procuratore capo Francesco Lo Voi e del pm Giovanni Musarò, oggi alla Procura nazionale antimafia e antiterrorismo. La condanna più elevata è stata inflitta a Vincenzo Alvaro, ritenuto tra i vertici dell'organizzazione, con una pena di 24 anni di reclusione.

Antonio Carzo, indicato come altro elemento apicale, era già stato condannato a 18 anni in un procedimento parallelo. Nel corso delle 108 udienze, agli imputati sono state contestate, a vario titolo, accuse di associazione mafiosa, traffico di sostanze stupefacenti, estorsione aggravata, detenzione illegale di armi, truffa ai danni dello Stato e riciclaggio. I reati risultano aggravati dall'agevolazione dell'organizzazione criminale, secondo quanto ricostruito dall'accusa.