Finisce tutto con qualche firma digitale e una mail del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali. I sindacati Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil hanno trovato un accordo con l’azienda londinese Alexander McQueen sugli esuberi annunciato a marzo nei tre stabilimenti italiani di Novara, Scandicci (Firenze) e Parabiago (Milano). I licenziamenti, effettuati su base volontaria e non unilaterali, saranno 25 nel polo novarese e 35 in totale, non più 54 come previsto inizialmente. Chi deciderà di licenziarsi entro metà mese riceverà un incentivo pari a 12 mensilità più altre 8; dalla seconda metà del mese le mensilità scaleranno a seconda della tempestività delle dimissioni. Rispetto a com’era partita la trattativa sulla vertenza con l’azienda commissariata dal Gruppo Kering, il dialogo si è piegato a favore dei sindacati. La base di partenza erano 54 licenziamenti in totale (decisi direttamente dall’azienda) di cui 38 nello stabilimento di Novara dedito alla creazione di prototipi di linee d’abbigliamento. Gli esuberi sono calati «anche per dimissioni e ricollocazioni durante la trattativa», spiega Cristian Bertuletti della Filctem Cgil Novara, e le condizioni sono decisamente migliorate. Anche se in questo accordo c’è un grande assente, dicono le tre sigle sindacali in una nota: l’ammortizzatore sociale per i dipendenti, strumento che «come sindacati riteniamo indispensabile nella gestione di queste procedure».