Una manifestazione dei. lavoratori del gruppo Kering a ScandicciRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciSCANDICCI (Firenze)McQueen, la riduzione di personale ci sarà comunque. Ma non in maniera unilaterale. L’accordo siglato l’altro giorno al ministero allenta in parte la tensione. Perché il vero nodo è il piano RekonKering, che resta ancora all’orizzonte. Ma perché questa prima intesa ha avuto così tanti plausi da istituzioni e categorie? Di certo è una boccata d’ossigeno per i lavoratori coinvolti nella procedura di licenziamento e, allo stesso tempo, è vista come un possibile modello di gestione delle crisi che potrebbero emergere all’interno degli altri marchi del gruppo.

L’elemento più importante dell’accordo è il differimento della consegna delle lettere di licenziamento fino a settembre, salvo il caso in cui sia il lavoratore stesso a manifestare la propria non opposizione. Un risultato che consente di guadagnare tempo e di accompagnare con incentivi le uscite, in modo così meno traumatico rispetto a una procedura ordinaria. Di certo ci sono ancora domande senza risposta. La prima è se il modello di vertenza (con taglio di un terzo della forza lavoro nei tre stabilimenti di Scandicci, Novara e Parabiago) sia stato il prologo per la riduzione della forza lavoro anche per gli altri brand del gruppo. La seconda è se anche la soluzione, ovvero l’accordo di lunedì scorso, sarà capace di andare oltre il perimetro di McQueen.