Gli investigatori hanno individuato una pianta di ricino a pochi chilometri da Pietracatella, un elemento potenzialmente rilevante perché dai semi di questa pianta può essere estratta la tossina che avrebbe causato la morte di Antonella Di Ielsi e della figlia Sara Di Vita

Un nuovo sviluppo potrebbe imprimere una svolta alle indagini sulla morte di Antonella Di Ielsi e della figlia Sara Di Vita, decedute a Pietracatella, in provincia di Campobasso, dopo un sospetto avvelenamento da ricina avvenuto alla fine di dicembre. Nelle campagne circostanti il paese è stata infatti rinvenuta una pianta di ricino, da cui si estrae il potente veleno al centro dell’inchiesta. A segnalare la scoperta è stata la trasmissione di Mediaset Dentro la Notizia, che in un servizio ha mostrato la pianta cresciuta ai margini di un campo di mais, a circa 15 chilometri dal centro abitato molisano.

June 4, 2026

Perché il ricino viene coltivato

Il proprietario del terreno ha raccontato alle telecamere di aver piantato il ricino molti anni fa, seguendo una consuetudine diffusa nella tradizione agricola locale. La pianta sarebbe infatti utilizzata come deterrente naturale contro le talpe, ritenute dannose per orti e coltivazioni. L’uomo ha spiegato di aver ricevuto la pianta da un familiare e che, da allora, questa avrebbe continuato a crescere spontaneamente. Anche alcuni abitanti della zona hanno confermato l’esistenza di questa pratica, ricordando come il ricino venisse spesso coltivato lungo i confini degli orti per scoraggiare la presenza di animali scavatori.