L'inchiesta sulla morte di Antonella Di Ielsi e della figlia Sara Di Vita, decedute a Pietracatella dopo aver assunto ricina, sembra essere arrivata a un passaggio decisivo. Dopo mesi di accertamenti, il quadro investigativo si sta restringendo e gli elementi emersi nelle ultime ore raccontano un'indagine che sta cambiando direzione. Gli investigatori lavorano su tre sospettati, stanno ascoltando nuovi testimoni, approfondiscono un viaggio all'estero compiuto da persone vicine alla famiglia e seguono una nuova pista sulla ricina che potrebbe rivelarsi determinante: la geolocalizzazione delle piante di ricino presenti nel territorio.

Il cambio di passo

A tutto questo si aggiunge il lavoro degli esperti del Robert Koch Institute di Berlino, chiamati ad affiancare i consulenti italiani nell'analisi dei campioni biologici e degli alimenti sequestrati nell'abitazione della famiglia Di Vita. Un insieme di attività investigative che lascia intendere come il fascicolo sia ormai entrato nella sua fase più delicata.

Tre sospettati e nuovi testimoni

A fare il punto della situazione è stata la trasmissione Morning News, dove il conduttore Dario Maltese ha spiegato che gli investigatori stanno concentrando l'attenzione su tre presunti sospettati, due donne e un uomo, pur precisando che saranno le prove scientifiche a stabilire eventuali responsabilità. Negli ultimi giorni, negli uffici della Questura di Campobasso, sono state ascoltate diverse persone. Tra queste anche un uomo, amico di Salvatore Di Vita, marito di Antonella e padre di Sara, che si sarebbe presentato spontaneamente agli investigatori fornendo elementi ritenuti utili.