Magnifica Humanitas non è soltanto una testimonianza alta della Chiesa: nelle sue 47 pagine solleva una vera questione costituzionale. Il punto centrale è la critica alla dipendenza dell’esigibilità dei diritti sociali dalla capacità fiscale locale. Quando ciò accade, i diritti fondamentali cessano di essere universali e diventano prestazioni territorialmente condizionate.

L’enciclica interpreta sussidiarietà e solidarietà come principi inseparabili. La sussidiarietà non implica il ritiro dello Stato, ma valorizza i territori di prossimità, i comuni, le autonomie, i corpi intermedi, il privato sociale e le comunità. La solidarietà, a sua volta, non è assistenzialismo inefficiente, ma responsabilità comune verso tutti. Quando il livello inferiore non riesce a garantire i diritti fondamentali, il livello superiore ha il dovere costituzionale di intervenire.

In questa prospettiva, i bilanci dissestati della pubblica amministrazione territoriale non sono un problema meramente contabile. Essi rompono la sussidiarietà, perché rendono gli enti territoriali incapaci di esercitare le proprie funzioni; e rompono la solidarietà, perché subordinano i diritti alla ricchezza del territorio. Ne deriva un nodo teorico decisivo: la sussidiarietà senza solidarietà degenera in abbandono; la solidarietà senza sussidiarietà degenera in centralismo inefficiente.