"La magnifica umanità creata da Dio si trova oggi di fronte ad una scelta decisiva: innalzare una nuova torre di Babele o edificare la città dove Dio e l'umanità abitano insieme". È l'incipit di Magnifica Humanitas, l'enciclica di Leone, oltre 200 pagine, 5 capitoli, per dire che giustizia e fraternità sono possibili. "Nel tempo dell'intelligenza artificiale, in cui la dignità umana rischia di essere oscurata da nuove forme di disumanizzazione, abbiamo il dovere urgente di restare profondamente umani". Bisogna "disarmare l'IA", insiste Leone XIV, per sottrarla alla logica della competizione militare, economica e conoscitiva.
Il Papa punta il dito contro la crescita dell'industria bellica, la corsa agli armamenti nucleari, l'emergere di nuovi attori armati, tra cui gruppi jihadisti, che mirano a perpetuare i conflitti come fonte di potere e di rendita. Netto, poi, il monito contro l'uso di armi legate all'IA perché "non esiste algoritmo che possa rendere la guerra moralmente accettabile". Anzi la tecnologia "non sottrae il conflitto alla sua intrinseca disumanità, può soltanto renderlo più rapido e impersonale, abbassando la soglia del ricorso alla violenza e trasformando la difesa in previsione operativa, con le vittime ridotte a dati. Così, ci abitua all'idea che la violenza sia inevitabile e vada solo ottimizzata". Dunque, servono vincoli etici rigorosi, condivisi a livello internazionale, perché "ogni tecnologia che rende più facile colpire senza vedere il volto dell'altro abbassa la soglia morale del conflitto". Il Papa sottolinea anche che "la promozione del bene comune non può mai essere separata dal rispetto del diritto dei popoli ad esistere, a custodire la propria identità e a contribuire con la propria originalità alla famiglia delle nazioni". Quindi "qualsiasi tentativo o progetto di eliminare o sottomettere una nazione è gravemente immorale e pertanto inaccettabile", dice senza giri di parole Leone XIV nell'enciclica Magnifica Humanitas.













