Octopus bimaculoides

Le capacità cognitive dei polpi sembrano essere infinite o almeno così appaiono a chi li studia e puntualmente scopre qualcosa in più del cefalopode più famoso al mondo. Uno studio appena pubblicato su Current Biology a cura di un team di ricercatori del Dartmouth College spiega che i polpi sono in grado di utilizzare gli specchi per trovare il cibo fuori dalla loro vista, dimostrando così le loro capacità cognitive spaziali.

In buona sostanza gli esperti sono arrivati a dei risultati che rappresentano una pietra miliare nello studio degli invertebrati, perché "sono i primi a dimostrare che questi animali possono usare gli specchi per comprendere l'ambiente circostante e trovare le prede", ha spiegato l'autrice principale dello studio, la professoressa Mary Kieseler del Dipartimento di Scienze Psicologiche e del Cervello del Dartmouth College. Per capire come i polpi si comportassero rispetto all'ipotesi di poter utilizzare uno specchio per mettere in pratica le loro capacità predatorie, hanno prima allestito un ambiente adatto all'Octopus Lab in cui hanno "lavorato" con tre esemplari di Octopus bimaculoides, noti anche come "polpi a due macchie della California". Gli animali hanno interagito con uno specchio per riuscire a catturare un granchio, capendo che l'immagine riflessa era utile per arrivare a catturare la preda. Il granchio era in un barattolo di vetro che i cefalopodi potevano vedere riflesso nello specchio e per raggiungerlo odvevano compiere una virata di 90 gradi attorno a un angolo.