Il braccio robotico sviluppato dall’Istituti Italiano di Tecnologia di Genova replica i movimenti del polpo per afferrare gli oggetti, sia sott’acqua che all’aria aperta. Tra le sue applicazioni la manipolazione di oggetti fragili, l’ispezione e la manutenzione in ambienti ostili, sia industriali sia naturali
Proprio come il braccio di un polpo, si piega, si distende, avvolge gli oggetti e li afferra grazie alle sue ventose. È il braccio robotico sviluppato a Genova dall’IIT, l'Istituto Italiano di Tecnologia, che imita il comportamento dell’animale marino attraverso un sistema di cavi e un endoscheletro soffice stampato in 3D. Il progetto, descritto in uno studio pubblicato su Nature Machine Intelligence, rappresenta uno degli esempi più avanzati di «robotica bioispirata».Questo campo di ricerca prende ispirazione dalle sofisticate soluzioni già presenti in natura per realizzare tecnologie capaci di affrontare i problemi umani. Negli ultimi anni gli organismi viventi sono diventati sempre più spesso fonti di ispirazione per la robotica: oltre al braccio del polpo robotico esistono per esempio il lombrico robot e le radici robotiche.Il polpo, oltre a essere l’animale più intelligente di tutto l’Oceano (tanto che secondo alcuni scienziati sarebbe il primo a evolversi se la specie terrestre dovesse estinguersi), possiede un sistema nervoso distribuito: molte informazioni vengono elaborate direttamente dalle braccia, che possono muoversi ed esplorare l’ambiente con grande autonomia. I ricercatori hanno cercato di replicare questo modello biologico in una tecnologia scalabile, applicabile a braccia robotiche di dimensioni diverse, in grado di operare sia in mare che fuori dall'acqua.Le potenziali applicazioni variano dalla manipolazione di oggetti fragili e di sistemi biologici in ambiente subacqueo, all’ispezione e manutenzione in ambienti ostili, sia industriali sia naturali.









