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Caro Direttore, quello che il mondo Lazio sta vivendo in questo momento è, con ogni probabilità, il punto più basso dei suoi 126 anni di storia. Io ne ho vissuti 52, di questi anni. Ho visto Lazio belle, ho visto Lazio brutte, ho attraversato gioie e amarezze. Ma una situazione disperata come quella di oggi, da parte dei tifosi, non l'avevo mai vissuta. Per un laziale, disertare lo stadio è andare contro natura. Non andare al derby è stata una delle pagine più nere della nostra storia recente. E tutto questo accade per colpa di una gestione che da anni, ma soprattutto negli ultimi periodi, sta andando in una direzione che il tifoso fatica a riconoscere come propria. Il problema non è soltanto tecnico, pur essendo vero che il depauperamento della rosa ha portato la Lazio ai margini del campionato italiano. La verità più grave è un'altra: i tifosi non si sentono più rappresentati da questo presidente. Un presidente della Lazio dovrebbe essere orgoglioso della propria tifoseria, e i tifosi dovrebbero essere orgogliosi di chi li guida. Invece tra dichiarazioni discutibili sui sostenitori, sui giocatori e soprattutto sulla nostra storia, questa proprietà ha mostrato di non amare la Lazio, di non amare chi la segue, di non amare nemmeno il suo passato.






