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Caro Direttore, fa molto male. Mi fa davvero male vedere ciò che è successo alla Lazio negli ultimi anni. Vedere il presidente calpestare la storia di questa gloriosa società, calpestare la passione e i sentimenti dei tifosi, i loro sogni. È qualcosa che mi addolora profondamente, perché parliamo di un patrimonio che non dovrebbe avere prezzo.
Io nella Lazio ci sono cresciuto. Ci sono entrato a nove anni, era il 1974, e quel grande senso di appartenenza che respiravo allora oggi non lo vedo più. Ho vissuto a stretto contatto con personaggi importanti, uomini di valore: Pulici, Lovati, Morrone. Quando mi scelsero c'era Flamini. Erano figure che trasmettevano un attaccamento totale a questi colori. Ecco, quel senso di appartenenza, all'interno della società, non c'è più.
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Noi tifosi ce l'abbiamo ancora, e nessuno potrà mai togliercelo: amiamo questa maglia, amiamo questi colori. Ma la società, oggi, non ha dentro di sé quell'amore per la propria grande storia. Ed è questa la cosa che mi ferisce di più.






