Pavia Proseguono i lavori di repertazione e catalogazione dei resti archeologici rinvenuti nel sottosuolo di viale Gorizia, una delle principali arterie della città, in seguito agli interventi di asfaltatura decisi dal Comune che dovrebbero terminare la prima settimana di luglio. Sara Matilde Masseroli, responsabile Archeologia della Soprintendenza per la provincia di Pavia e direttore scientifico dei lavori, assicura che «tutte le operazioni si stanno realizzando il più velocemente possibile per consentire la riapertura della strada nei tempi previsti». I restiL’attenzione degli esperti è concentrata sui resti emersi durante la scarificazione dell’asfalto che ha comportato scavi di circa trentacinque centimetri. Inizialmente si era ritenuto che si riferissero alle Mura spagnole, ma, stando ai primi rilievi, alcune strutture murarie potrebbero risalire al Quattrocento, di epoca quindi antecedente a quella di realizzazione della cinta muraria, avvenuta tra il 1546 e il 1569. «Potrebbero essere strutture non pertinenti alle Mura, innalzate nel Cinquecento e abbattute alla fine dell’Ottocento. Si valuterà se sono elementi addossati alla cinta e facenti parte del complesso delle fortificazioni murarie, ma di fasi diverse. È chiaro che, al momento, sono tutte ipotesi di lavori che saranno oggetto di discussione e che poi verranno confermate o scartate», spiega Masseroli che sta valutando tutta la documentazione finora raccolta in seguito alle indagini sul campo e che nei prossimi giorni sarà a Pavia per un sopralluogo in cantiere. «Le attività sono in corso e stanno procedendo con ritmi accelerati – fa sapere la direttrice scientifica –. Gli scavi hanno portato alla luce reperti sui quali si stanno concentrando indagini capillari. Saranno oggetto di studi approfonditi e di attente valutazioni che renderanno possibile una datazione più precisa». Resta il fatto che le porzioni di Mura spagnole che sono sopravvissute agli interventi di demolizione avvenute nell’Ottocento si trovano più a ridosso della roggia Carona e della ferrovia. «Per questo tutto verrà messo in pianta – sottolinea la responsabile Archeologia della Soprintendenza per la provincia di Pavia –. In questo modo si potrà comprendere l’andamento delle Mura e i rapporti tra i diversi tronchi per comprenderne l’allineamento». Non è escluso il ricorso alla datazione al radiocarbonio, metodo di datazione scientifica utilizzato per calcolare l’età dei materiali di origine organica. «Si dovrà verificare la presenza di materiali organici – precisa –. Ma si tratta di una tecnica costosa a cui si ricorre solo se non ci sono altre fonti sicure di datazione». Al momento, nella parte centrale di viale Gorizia, sono state rinvenute, ad esempio, ceramiche che portano la data del Seicento e sono state ritrovate evidenze di materiali che potrebbero risalire al periodo romano. Sia a metà che nella parte nord di viale Gorizia sono invece emerse edificazioni che, dai primissimi rilievi, potrebbero essere state realizzate nel Quattrocento per essere poi demolite probabilmente più tardi, nel Seicento.