Le condizioni della spiaggia libera di Motrone, tra bivacchi e rifiuti, a causa della mancanza di sorveglianzaQualche avvisaglia c’era già stata con i primi caldi di maggio e con l’arrivo, soprattutto nei fine settimana, di gruppi di turisti, in gran parte comitive di studenti italiani e stranieri, che hanno trasformato la spiaggia libera di Motrone in una mezza discarica a cielo aperto. Poi le temperature hanno cominciato ad aumentare e così pure la frequenza dell’arenile, di pari passo con il desiderio dei primi bagni di stagione. Ma il problema è che parliamo di un tratto di spiaggia ancora sguarnito e ad oggi non si intravede l’inizio della stagione estiva. Il risultato, che ha raggiunto il suo apice durante il recente "ponte" del 2 giugno, è che ad accollarsi l’onere di pulire tutto e di salvare eventuali bagnanti in mare sono gli stabilimenti confinanti. Il resoconto dell’estate scorsa non è mai stato dimenticato e "scotta" ancora: il 90% dei bagnanti in difficoltà salvati in mare ha riguardato, appunto, persone che frequentavano la spiaggia libera.
"La presenza di queste autentiche orde di giovani – si sfogano i titolari degli stabilimenti – comporta per noi un aggravio di lavoro davvero pesante. Non è possibile che ogni giorno arriviamo in spiaggia e troviamo cataste di plastica e rifiuti sparsi ovunque. Prima avveniva solo nel weekend, ora invece a cadenza pressoché giornaliera. E non va nemmeno bene che la spiaggia sia ancora deserta e tocchi a noi intervenire a causa dell’assenza di sorveglianza nella spiaggia libera. L’estate scorsa, su circa 60 interventi, oltre 50 sono stati fatti per salvare i bagnanti della spiaggia libera. In particolare verso sud: davanti al ’Nautilus’c’è una buca e la corrente ci trascina i bagnanti". Il timore dei gestori è che la situazione possa solo peggiorare, per questo hanno deciso di lanciare un appello al Comune affinché prenda provvedimenti prima che la stagione entri nel vivo. "Al momento nella spiaggia libera non c’è alcuna segnaletica – concludono – ma solo una bandiera rossa che nessuno purtroppo osserva con tutti i pericoli annessi. A nostro parere ci vogliono almeno due bagnini, altrimenti diventa ingestibile. Il Comune metta una sorveglianza fissa, dato che è ancora sguarnita. Da soli è sempre più difficile sostenere il carico di questa situazione".










