Il litorale di Spotorno (foto di archivio)

Questa settimana sono andato in spiaggia, una spiaggia libera nella Riviera di Ponente, e ho fatto il primo bagno di stagione. Si stava benissimo, c’era ancora poca gente. Qualcuno con la sedia portata da casa, la maggior parte con un semplice asciugamano. Due ragazze tenevano il volume dello stereo un po’ troppo alto, ma pazienza. Un gruppo di ragazzi giocava a pallavolo e ogni tanto la palla scappava e colpiva a caso, qualche altra volta scivolava – non a caso – verso le ragazze. I bambini giocavano in riva al mare, qualcuno frignava, madri e padri li sorvegliavano a turno.

In questi giorni leggo previsioni apocalittiche su cosa succederà in quei paesi, come Spotorno, dove verrà a mancare il “presidio” delle spiagge private. Calata di lanzichenecchi, risse, sporcizia, annegamenti, ecatombe, tsunami scatenati dalla collera divina. Può darsi. Può darsi invece che noi italiani ci dimostriamo all’altezza dei francesi, degli spagnoli, dei greci, di tutti quei popoli che fruiscono liberamente delle spiagge e del mare, e dove non ho mai visto succedere niente di strano o di pericoloso.

Se solo il 20% degli italiani, poniamo, può permettersi di pagare ogni volta 50 euro per due lettini in una spiaggia privata, non vedo perché le spiagge private debbano essere più del 20%. Qui è tanto se le libere arrivano al 40, ed è ovvio che siano affollate. L’estate è in arrivo, spero di trovare tante spiagge libere attrezzate, sorvegliate, pulite. E di mantenerle così, con l’aiuto di tutti.