I veri amici lo sanno prima. Ci credono, si fidano e spesso ci azzeccano: «Sapevo che sarebbe finita così, che sarebbe andata esattamente in questo modo».
Edoardo Bove è la spalla di Flavio Cobolli, sono legati da quando erano entrambi solo due promesse dello sport, il filo che li unisce è solido, profondo, duraturo. Ed Edoardo cerca di non perdersi un match del suo amico: «Questa mattina l’ho detto al fratello di Flavio. Ormai è un rito condividere con Gully, Guglielmo, le sensazioni sulle partite. Ci siamo sentiti e gli ho detto che Flavio avrebbe perso il primo set e poi avrebbe vinto 3-1».
I tatuaggi e le promesse
Cobolli ha tatuata una maglia giallorossa numero 52 sul braccio destro, quella che aveva Bove alla Roma. Bove gli ha promesso che se vincerà un Masters 1000 taglierà tutti i capelli «mi farò la boccia» e per un Slam è pronto a farsi un tatuaggio anche lui.
Bove era in tribuna a Bologna a piangere di gioia quando Flavio Cobolli vinse la semifinale contro il belga Bergs dopo un tie-break epico, il più lungo della storia della Davis in cui annullò sette match-point.















