Zverev e Cobolli, dall’amicizia in Laver Cup alla finale del Roland Garros. Il tedesco elogia l’azzurro: “Ha un cuore d’oro, sarà una grande sfida”.

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Tra Alexander Zverev e il Roland Garros c'è un italiano, Flavio Cobolli. Non un avversario qualsiasi per il tedesco numero 3 al mondo, ma un giocatore che conosce bene e al quale è anche legato da un bel rapporto. I due si sono affrontati 4 volte da avversari, con 3 successi di Sascha e uno (a Monaco) dell'azzurro, ma sono stati anche compagni in Laver Cup. Per entrambi quella di domenica sarà l'occasione della vita con la prima chance di vincere il Roland Garros e un torneo dello Slam. Zverev era in conferenza stampa quando ha saputo che Cobolli sarebbe stato il suo prossimo e ultimo avversario a Parigi, dopo il ritiro di Matteo Arnaldi.

Zverev e le condizioni di Arnaldi dopo il ritiro contro Cobolli Mentre la testa di serie numero due ha dovuto giocare e battere Mensik, Cobolli non ha potuto disputare la semifinale per il virus che ha messo al tappeto il suo connazionale. Zverev non pensa che il fatto di non aver giocato possa essere un vantaggio per Flavio in termini di riposo. D'altronde lui per primo si è reso conto delle condizioni di Arnaldi: "Penso che non sia questo il modo in cui vorresti che andasse una semifinale del Grande Slam, ma ho visto anche Matteo negli spogliatoi e aveva un aspetto terribile, quindi lo capisco. Non c'è molto che possa fare. Sono cose che succedono. Siamo tutti umani. Non vorremmo che accadessero, ma capitano. E non credo che ci sarà una grande differenza domenica". Parole di stima per Flavio Cobolli che conosce molto bene: "Flavio è un grande giocatore, un bravo ragazzo. Mi piace. Mi piace molto suo padre. Per me sono due persone molto, molto buone in generale. Non vedo l'ora di affrontarlo in finale. Ovviamente è la sua prima finale. Quindi sono felice per lui che l'abbia raggiunta. Ma l'unica cosa che posso controllare è giocare un buon tennis. Insomma, cercherò di esprimere il mio livello. Cercherò di fare le cose giuste. E sì, questa è l'unica cosa che mi importa".