Di: ATS/Reuters/Spi È l’escamotage escogitato dagli Stati Uniti per imporre nuove tariffe, dopo le battute d’arresto legali subite dall’amministrazione Trump. Il rappresentante per il commercio degli Stati Uniti (USTR) Jamieson Greer ha proposto nuove dazi doganali che vanno dal 10% al 12,5% per 60 paesi, Svizzera inclusa, tutti accusati di non aver agito contro il lavoro forzato. Un’accusa respinta dalla Segreteria di Stato dell’economia (SECO) e che il presidente della Confederazione Guy Parmelin ha ribadito martedì dopo il breve incontro che ha avuto con lo stesso Greer, a margine di una conferenza OCSE a Parigi. “Ho ribadito la posizione della Svizzera sul lavoro forzato. Entrambe le parti continuano a lavorare a soluzioni”, ha dichiarato Parmelin su X. Meeting with @USTradRep Jamieson Greer at the margins of the OECD ministerial conference in Paris. I reiterated Switzerland’s position on forced labor. Both sides continue to work on solutions. pic.twitter.com/WlEs5LnZfx— Guy Parmelin (@ParmelinG) June 3, 2026 Il responsabile della politica commerciale americana sta cercando di rilanciare la propria politica tariffaria con nuovi dazi, contenuti in un documento governativo, che saranno sottoposti a un periodo di consultazione pubblica prima di una decisione definitiva.Per la Svizzera un dazio del 12,5%La mossa arriva a distanza di mesi dall’avvio, da parte di Washington, di indagini su vari partner commerciali. Le indagini miravano a verificare se questi paesi avessero intrapreso azioni contro l’importazione di merci prodotte con il lavoro forzato e se ciò avesse avuto un impatto sul commercio statunitense.
Parmelin incontra Greer, dopo la minaccia di nuovi dazi americani - RSI
USA propongono dazi del 12,5% alla Svizzera per lavoro forzato. Parmelin incontra Greer a Parigi. Berna respinge le accuse. Negoziati in corso entro il 9 luglio.













