BRUXELLES - La Commissione europea "prende atto" delle azioni proposte dagli Usa sul commercio di merci prodotte con il lavoro forzato, "analizzerà attentamente i risultati preliminari dell'indagine e continuerà a dialogare con l'Amministrazione statunitense" ma "ritiene che i dazi imposti per questi motivi siano ingiustificati". Lo afferma il portavoce per il Commercio della Commissione europea, Olof Gill, commentando la decisione degli Usa di aumentare i dazi sui prodotti ritenuti frutto di lavoro forzato dal 10% al 12,5% a 60 Paesi, tra cui l'Ue, per non essere "riusciti a imporre e a far rispettare efficacemente il divieto di importazione di merci prodotte con il lavoro forzato".
"L'Unione europea condivide pienamente le preoccupazioni degli Stati Uniti in merito al lavoro forzato e rimane pienamente impegnata a eliminarlo dalle catene di approvvigionamento globali attraverso azioni concrete - sottolinea il portavoce -. Infatti, nel 2024, i colegislatori dell'UE hanno adottato il Regolamento UE sul lavoro forzato.
Questo rappresenta uno degli strumenti più ambiziosi del suo genere a livello globale. Stabilisce il divieto di immettere sul mercato dell'UE tutti i prodotti realizzati con il lavoro forzato, indipendentemente dal fatto che siano originari dell'UE o di un paese terzo".









