Dazi Canada, Messico e Cina i più colpiti, per Unione europea, Taiwan e Regno Unito si parla di dazi punitivi al 10%
Gli Stati Uniti minacciano nuove tariffe doganali su 60 Paesi per non aver impedito l’importazione di prodotti presumibilmente realizzati con il lavoro forzato o per non aver applicato adeguatamente i divieti. Canada, Messico e Cina i più colpiti, per Unione europea, Taiwan e Regno Unito si parla di dazi punitivi al 10%. Una misura che non si richiama al rispetto dei diritti umani ma a un ingiusto vantaggio competitivo, secondo la Casa bianca. I nuovi dazi non entreranno subito in vigore, sarà possibile presentare obiezioni fino al 6 luglio, l’udienza è fissata per il giorno dopo, con l’idea di farli entrare in vigore alla fine dello stesso mese.
«Una scelta ingiustificata», precisa un portavoce della Commissione Ue mentre assicura che Bruxelles continuerà a dialogare con l’amministrazione Trump. «Ma ci aspettiamo che gli Usa rispettino pienamente i termini della dichiarazione congiunta (tra Ue e Usa, adottata il 21 agosto 2025, su commercio e investimenti transatlantici)». Trump ha minacciato di raddoppiare i dazi sulle automobili europee se il Parlamento europeo non approverà l’intesa entro il 4 luglio. Il voto a Strasburgo è previsto nella plenaria del 16 giugno.












