Tutti i momentiMondoLIVETICKERGli USA impongono dazi del 12,5% alla Svizzera. Il Consiglio federale respinge le accuse di lavoro forzato. Economiesuisse: misure ingiustificate. L’UE: “In linea con gli accordi”2 ore faUn'ora faDonald Trump KeystoneDi: Redazione RSI Info L’UE: “In linea con gli impegni tariffari degli Stati Uniti concordati”Il Consiglio federale ha respinto “con fermezza le accuse di lavoro forzato”Per economiesuisse i nuovi dazi sono “ingiustificati”Gli Stati Uniti hanno deciso di imporre da stamani nuovi dazi compresi tra il 10% e il 12,5% a oltre 60 partner commerciali, tra cui la Svizzera (12,5%), nell’ambito di una nuova serie di tariffe che, nei piani dell’amministrazione del presidente Donald Trump, puntano a contrastare il presunto lavoro forzatoUn'ora faL’UE: "In linea con gli impegni tariffari concordati"“L’UE prende atto della pubblicazione da parte degli USA delle misure correttive adottate nell’ambito dell’indagine ai sensi della Sezione 301. L’UE valuta positivamente il fatto che siano in linea con gli impegni tariffari degli Stati Uniti concordati nell’ambito della dichiarazione congiunta. L’UE ha già adempiuto alla propria parte dell’accordo” e “in prospettiva si aspetta che gli Stati Uniti continuino a rispettare i termini della dichiarazione congiunta UE-USA, anche per quanto riguarda eventuali misure correttive nell’ambito di ulteriori indagini ai sensi della Sezione 301”. Lo sottolinea un portavoce della Commissione UE.2 ore faRahul Sahgal, CEO Camera Commercio Svizzera-Stati: "Questo 2,5% non è decisivo"“In linea di principio - afferma Rahul Sahgal, direttore dalla Camera di Commercio Svizzera-Stati Uniti al Radiogiornale RSI - noi siamo contrari ai dazi. Naturalmente avremmo sperato che non arrivasse nulla. Tuttavia, il 12,5% rientra nelle aspettative ed è anzi leggermente migliore, perché questo comprende anche i dazi già esistenti. Ciò significa che un prodotto svizzero che, ad esempio, era già soggetto a un dazio base del 5%, ora lo vedrà salire al 12,5%, senza essere sommato. È un vantaggio concesso solo a una manciata dei 60 paesi colpiti dai nuovi dazi di Washington”.“Dalle discussioni che ho avuto con le aziende - prosegue Sahgal - emerge che questo 2,5% non è decisivo. Ci sono infatti fluttuazioni valutarie, per esempio tra franco svizzero ed euro, che incidono altrettanto. Quindi: non è una buona notizia, ma non ha nemmeno un impatto enorme”.“Per la Svizzera - conclude - considero positivo il risultato di oggi, cioè il fatto che il dazio sia “inclusivo” del regime precedente. Ma ciò non è un motivo sufficiente per sperare che la Svizzera possa uscirne completamente indenne in futuro”.2 ore faIl Consiglio federale “respinge con fermezza le accuse di lavoro forzato”Il Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca (DEFR) ha preso atto dei nuovi dazi doganali statunitensi del 12,5% sui prodotti svizzeri. Gli Stati Uniti “continuano così a rispettare la dichiarazione d’intenti comune”, ha indicato nella notte il DEFR sulla rete sociale X. Precisa tuttavia che il Consiglio federale “respinge con fermezza le accuse di lavoro forzato”.