Da oggi gli Stati Uniti impongono nuovi dazi compresi tra il 10% e il 12,5% a oltre 60 partner commerciali, compresa l’Ue, nell’ambito di una nuova serie di tariffe che, nei piani dell’amministrazione Trump, puntano a contrastare il presunto lavoro forzato. A farlo sapere è stato l’Ufficio del Rappresentante per il Commercio Usa, Jamieson Greer. Le misure sostituiranno quelle globali temporanee del 10% introdotte da Trump al termine della loro validità, dopo che la Corte Suprema aveva annullato la gran parte di quelle imposte a febbraio. Nella ricostruzione del Financial Times, la mossa è il risultato di un’indagine che ha coinvolto, oltre all’Unione Europea, anche importanti partner commerciali degli Stati Uniti come Giappone, Corea del Sud, India, Canada e Regno Unito, ma anche Cina e Brasile.

La decisione non ha colto di sorpresa Bruxelles che ha invece valutato “positivamente il fatto che siano in linea con gli impegni tariffari degli Stati Uniti concordati nell’ambito della dichiarazione congiunta”. L’Ue, ha spiegato una portavoce della Commissione, “ha già adempiuto alla propria parte dell’accordo” e “in prospettiva si aspetta che gli Stati Uniti continuino a rispettare i termini della dichiarazione congiunta Ue-Usa, anche per quanto riguarda eventuali misure correttive nell’ambito di ulteriori indagini ai sensi della Sezione 301″.