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Una stagione di pausa dopo un anno da dirigente del Ragusa, ma Pasquale Leonardo è stato a più riprese al Messina, per quattro anni tra Serie D e C, e cinque all’Acireale. Due squadre che hanno concluso la stagione con la retrocessione in Eccellenza: «A Messina la squadra aveva cominciato bene, era un miracolo sportivo con il ds Martello e mister Romano. La nuova proprietà, non conoscendo bene le dinamiche, ha commesso un errore imperdonabile, perché cambiare una macchina che va bene è stato grave e non ha rafforzato la squadra sul mercato. Ad Acireale negli ultimi due anni varie vicissitudini hanno tolto serenità. Sono stati commessi errori che hanno creato problemi ambientali».

Valutazioni errate che hanno segnato il destino di due piazze importanti: «Nel caso del Messina sono state prese scelte che hanno denotato una non conoscenza, non bisognava toccare staff e gruppo che stava rispondendo bene. La retrocessione è un fatto grave e bisogna risalire subito, investendo bene», ha sottolineato l’ex dirigente giallorosso, analizzando anche il girone I.

«È stato molto movimentato per le vicende di campo ed extra ma, dopo diversi anni, c’è stata più competizione ed è stato più appassionante senza una squadra ammazza-campionato». Nella lotta tra siciliane (Igea Virtus, Nissa e Athletic Palermo) e calabresi (Reggina), alla fine ha prevalso la campana Savoia: «A inizio stagione la Reggina era la più indicata a vincere, ma vari errori l’hanno condizionata. L’Igea, guidata da un grande mister, ha disputato un’ottima stagione, penalizzata da errori burocratici che hanno inciso a livello psicologico. Squadra ben costruita e avrebbe dato filo da torcere, così come la Nissa, che ha fatto grandi investimenti e si è ben comportata».