Regione Puglia contro il governo nazionale: il nuovo round, con ricorso alla Corte costituzionale, nasce dall’articolo 9-bis del decreto legge numero 32, dell’11 marzo 2026, in materia di «commissari straordinari e concessioni», che cancella le compensazioni a vantaggio del territorio in presenza di ampliamenti di infrastrutture strategiche per l’approvvigionamento energetico, a partire dai gasdotti. La giunta guidata da Antonio Decaro contesta nel merito il passaggio sulle «Misure urgenti in materia di semplificazione degli oneri per infrastrutture energetiche di interesse strategico nazionale», richiamando la gestione concorrente Stato-Regione del dossier specifico.

Il decreto stabilisce che quando Palazzo Chigi individua «gli interventi di sviluppo, potenziamento o modifica di gasdotti di importazione di gas dall'estero esistenti, che costituiscono interesse strategico nazionale, necessari per la sicurezza degli approvvigionamenti energetici del Paese e del continente europeo», ogni opera «di sviluppo, potenziamento o modifica», ovvero «per i gasdotti che hanno dato luogo a misure di compensazione comunque denominate, è assolto ogni eventuale ulteriore obbligo in materia di compensazioni», a patto che non ci siano ulteriori impatti ambientali.