Lecce. “Ci scontreremo con il governo per contrastare l’invasione di impianti per la produzione di energie rinnovabili sul territorio”. Ad annunciarlo è Cristian Casili (M5s), vicepresidente della regione Puglia scelto dal governatore Antonio Decaro. Quindi è scontato che la sua posizione sia condivisa dal presidente. In linea con quella portata avanti dagli altri governi del campo largo in Sardegna, Toscana e Umbria, dove le giunte guidate da Pd, M5s e Avs: gli stessi che a livello nazionale attaccano il governo “fossile”, a livello locale al “green” preferiscono il Nimby. Casili è noto alle cronache perché, da esponente storico del M5s salentino, era uno dei più fervidi oppositori del Tap. Nel 2017 partecipò agli scontri con la polizia, quando occupò il cantiere a San Foca tentando di bloccare l’espianto degli ulivi per l’approdo del gasdotto.Oggi che il Tap è in funzione, e ci ha liberato dalla dipendenza energetica di Putin, Casili ha un nuovo nemico: le rinnovabili. Due giorni fa ha partecipato, insieme ad altri esponenti del centrosinistra pugliese come il presidente della provincia di Lecce Fabio Tarantino, a un dibattito organizzato da Italia Nostra a Veglie contro le rinnovabili. Casili ha spiegato che da mesi la regione Puglia blocca tutte le nuove richieste di impianti, che però poi arrivano a Roma e vengono approvate con una velocità incredibile. Questo, secondo il vice di Decaro, mette in pericolo il territorio. E perciò bisogna intervenire all’interno della Conferenza stato-regioni per evitare la centralizzazione delle scelte a danno dei territori. “Ma alle altre regioni non interessa farsi sentire. Tranne a quelle coraggiose, come la Sardegna guidata dalla Todde”, ha detto riferendosi alla sua compagna di partito. “Lo scontro col governo deve essere sulla tenuta di questo lembo di territorio. Faremo in modo di determinare un blocco delle autorizzazioni” ha detto Casili, annunciando una legge regionale contro le rinnovabili. Proprio come quelle approvate dalla Sardegna e dall’Umbria, e impugnate dal governo alla Corte costituzionale. Il paradosso è che, contemporaneamente, il Campo largo a livello centrale si fa paladino delle rinnovabili e critica il governo Meloni perché le “blocca”. Il vice di Decaro invita anche a diffidare dalle compensazioni che “pur occorrendo rischiano di ammorbidire le azioni politiche che invece vanno condotte” rispetto alle installazioni degli. Il riferimento è anche a Tap. Regione Puglia, infatti, la settimana scorsa ha impugnato il decreto del governo sul raddoppio del gasdotto. A differenza del passato (quando era guidata da Michele Emiliano) oggi la giunta Decaro non si dice contraria, ma pretende di deciderne gli indennizzi. Però a sentire Casili il M5s è contrario. Mentre il Pd ha cambiato idea. Qualche giorno fa il capogruppo dem in Consiglio regionale, Stefano Minerva, ha scritto una lettera propria per chiedere importarti compensazioni in cambio del raddoppio del gasdotto. Anche lui, quando era sindaco di Gallipoli, occupava il cantiere Tap per impedire i lavori insieme a Casili.