Fotovoltaico, il Tar Puglia ha annullato la delibera regionale che permetteva l’abbattimento degli ulivi per installare impianti di privati.

BARI – Una sentenza destinata a fare giurisprudenza quella pronunciata dal Tar Puglia, che ha parzialmente annullato la delibera della Regione Puglia riguardante l’espianto e l’abbattimento degli alberi di olivo per fare spazio agli impianti privati di energia rinnovabile. I giudici amministrativi hanno ristabilito un principio fondamentale: la tutela del paesaggio e della biodiversità rurale non può essere sacrificata in nome del profitto economico o di interpretazioni estensive della legge.

FOTOVOLTAICO, IL TAR BOCCIA L’AUTOMATISMO: GLI IMPIANTI PRIVATI IN PUGLIA NON SONO OPERE PUBBLICHE

Al centro della controversia legale vi è il delicato bilanciamento tra la transizione energetica e la conservazione del patrimonio agricolo pugliese. La normativa nazionale in materia, infatti, risulta chiarissima: la legge «consente l’abbattimento, previa autorizzazione, soltanto in cinque ipotesi tassative», tra cui figura la «esecuzione di opere di pubblica utilità».

Il Tar ha definito esplicitamente «illegittima» la delibera della Regione Puglia «nella parte in cui estende la nozione di ‘opere di pubblica utilità’ fino a ricomprendervi gli impianti privati per la produzione di energia da fonti rinnovabili». La qualifica di opera di pubblica utilità attribuita dal legislatore nel 2024 agli impianti green, si legge nel testo della sentenza, «non produce alcun automatismo rispetto al divieto di abbattimento degli olivi». Del resto, la stessa legge nazionale prevede che la localizzazione di tali strutture debba tassativamente tenere conto della tutela del paesaggio rurale, dei beni culturali e della biodiversità.