“Non posso sedermi, altrimenti mi vengono i crampi”. Matteo Arnaldi è appena arrivato in zona mista, dopo essere rimasto in campo per cinque ore e venticinque minuti. Oltre diciassette ore dall’inizio del torneo. Roba da pazzi. Ha giocato più in quattro turni parigini che nell’intera prima parte della stagione, anche per via di un problema fisico che ancora lo perseguita. È visibilmente stanco, sorridente e un po’ zoppicante. “C’è qualcosa di magico nel giocare queste partite. Credo sia il miglior match che ho giocato in carriera”, dice con una punta di orgoglio, prima di fuggire via. E’ notte fonda ma prima dormire lo aspetta il fisioterapista, un bagno ghiacciato, e la cena. La vita del tennista professionista non è esattamente un pranzo di gala. “Non so come faccia a stare in piedi, spero me lo rimettano in sesto”, racconta il giorno dopo Fabio Colangelo, suo allenatore da un paio di mesi, precisando che oggi non si allenerà. “Impossibile, Niente campo, solo trattamenti fisio e lavori specifici con il preparatore”. Una delle cose che più colpisce di Matteo Arnaldi è la volontà di non arrendersi mai all’interno del rettangolo di gioco. Non esiste una palla che non provi a recuperare o rimandare dall’altra parte della rete. “È vero, anche ieri sera ha fatto dei recuperi straordinari. Lui è sempre cosi, tignoso e meticoloso, in campo e anche nella vita”. Per farlo però bisogna star molto bene fisicamente. “Convive da tempo con una microfrattura a un dito del piede sinistro, ma negli ultimi tempi grazie a piccoli accorgimenti la situazione sta migliorando”. Ora si tratterà di capire se dopo la maratona di ieri sera e tutto il tempo speso in campo nei giorni scorsi il tennista ligure riuscirà in poco meno di quarantott’ore a smaltire la fatica e a tornare competitivo. “Spero recuperi - aggiunge Colangelo - mi dispiacerebbe se perdesse con Berrettini per motivi fisici”. Il derby, dicevamo. I due non si sono mai incontrati. “Sono di due generazioni diverse, ma si conoscono bene e si allenano spesso assieme, credo l’ultima volta a Montecarlo”.La buona notizia è che, comunque vada, ci sarà un italiano in semifinale al Roland Garros.