Si muove lungo la riga di fondo, zoppicando. Scuote la testa. Lo staff gli fa cenno con le mani che è ora di dire basta, di gettare la spugna. Lui aspetta ancora un attimo, incredulo che gli sia capitato un novo guaio fisico. Si accomoda al cambio di campo ma è solo un modo per prendere tempo, per realizzare che il sogno di una semifinale slam a Parigi rimarrà tale. Il suo Roland Garros finisce qui.Alla fine si alza, ma è solo per dire basta. Dopo due ore esatte di gioco, indietro di un set (dopo essere stato avanti 3-0 con doppio break e palla del 4-0) e 2-5 nel secondo, Matteo Berretitini è costretto a ritirarsi per un fastidio intorno all’anca sinistra. L’atteso derby italiano termina nel peggiore dei modi. Abbraccia Arnaldi e poi con esce verso gli spogliatoi a testa bassa, con la telecamera del Roland Garros che lo inquadra di spalle scendere mestamente le scale dello Chatrier. Il nuovo derby in semifinale sarà tra Matteo Arnaldi e Flavio Cobolli.“Non volevo che il torneo finisse cosi, sono stanco di ritirarmi”, ha spiegato Berrettini in conferenza stampa. “A meta del primo set ho iniziato a sentire qualcosa mentre servivo. Ho provato a continuare ma alla fine il dolore era troppo forte e non volevo che il problema peggiorasse. Non so che dirvi, spero davvero che non sia niente di grave e di vederci nuovamente a Wimbledon”. Poi, prima di andarsene, “comunque sono state due settimane pazzesche”.Ironia della sorte, eravamo preoccupati per Arnaldi, che aveva giocato ben diciassette ore in quattro turni di torneo e nessuno era sicuro se avrebbe retto l’ennesima maratona. Invece a credere prematuramente è stato il tennis romano.“Auguro a Matteo di riprendersi presto. Lo aspetto per la stagione sull’erba, dove sarà fortissimo”, ha detto il tennista ligure soffermandosi poi sulla sua condizione fisica. “Sono stanco, questo è sicuro. Oggi non ero cosi veloce, ma sono felice di essere qui. Non riesco a credere di aver raggiunto le semifinali”.Ora lo aspetta la sfida con l’amico Cobolli. “Siamo cresciuti assieme, siamo amici, ci conosciamo molto bene, ci alleniamo assieme, ma sul campo ovviamente siamo rivali. Abbiamo fatto tante battaglie, la prima volta che abbiamo giocato uno contro l’altro fu in una partita dei campionati italiani under 13”.