Kyiv nel campo largoMentre a livello europeo si immagina un percorso di integrazione per Kyiv, in Italia il tema resta prigioniero di cautele, calcoli elettorali e contraddizioni trasversali. "Il M5s è una forza di destra che sta nel campo dell'opposizione. Pensare di sterilizzarlo significa non guardare in faccia la realtà"di2 GIU 26Foto Ansa“Avvertiamo come nostra la causa dell’indipendenza e della libertà di Kyiv”, ha detto ieri il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. E apparentemente la frase trova condivisione trasversale. Ma è quando si parla di ingresso dell’Ucraina nella Ue che emergono timori, protezionismi preventivi, presagi, cautele e freddezze in entrambi gli schieramenti (da Guido Crosetto a Giuseppe Conte). Il senatore riformista dem Filippo Sensi prova a ribaltare la prospettiva: “Su questo argomento il dibattito italiano è strumentale e tutto rivolto alle elezioni politiche: un’operazione di posizionamento con distinguo incomprensibili. Nulla a che vedere con la discussione in corso in Europa, con obiettivi fissati lungo un percorso che porterà chiaramente, anche se non domani, a un ingresso dell’Ucraina nella Ue”. Secondo Sensi i termini del dibattito italiano sul tema si collocano a metà “tra la gentile concessione – della serie: siamo noi che permettiamo all’Ucraina di poter entrare con atto sovrano – e l’allarme totale: chissà che cosa succederà, chissà quali rovesci avremo dal punto di vista economico, magari ci portiamo la guerra in casa e via dicendo. E’ un dibattito schizofrenico in cui da una parte recitiamo la parte dei ricchi che fanno l’elemosina l’Ucraina e dall’altra diciamo: ‘Attenzione, siamo poveri anche noi e ci impoveriremo ancora di più”. In alcuni casi si sfiora il catastrofismo: la classe media finirà in rovina, i salari precipiteranno. “Tutto questo cancella quello che sta accadendo da tempo in Ucraina”, dice Sensi: “Trattare l’ingresso di Kyiv come fosse soltanto l’ingresso nella Ue di un paese dalla fiorente agricoltura sterilizza il discorso, perché l’Ucraina non da quattro, ma da dodici anni sta combattendo per i valori di democrazia e libertà europei. Non solo si sta difendendo e ci sta difendendo, ma sta avendo risultati tecnologico-militari sul campo che rivestono per tutti noi un’importanza fondamentale”.In Italia non tutti l’hanno capito. “Invece di avere questo atteggiamento di puzza sotto al naso alla ‘non sappiamo se ti faremo entrare’, dovremmo pregare l’Ucraina di entrare nella Ue. Però la Lega continua a perseguire la sua agenda filorussa, Forza Italia si attesta sul solito cerchiobottismo del ‘sì, ma piano, ci sono anche i Balcani’, e Fratelli d’Italia sta arretrando. Lo ha fatto platealmente il ministro Crosetto, e in maniera meno netta Giovanni Donzelli”. Motivi? “Il primo è la presenza di Roberto Vannacci: non si vuole cedere terreno al generale dall’agenda a dir poco filorussa. E poi: si avvicinano le elezioni. E anche se l’ingresso dell’Ucraina non avverrà domani, si mette l’accento sull’impatto economico”. A sinistra va peggio, con Conte di traverso. “Il M5s è una forza di destra che sta nel campo dell’opposizione”, dice Sensi. Non è un problema da poco per chi dovrà scrivere il programma insieme. “La matematica impone che il M5s sia coinvolto nella coalizione. E la sua posizione filorussa non è una novità”. Peccato che il Pd si candidi a governare con il M5s. “Ripeto: i numeri contano, non si può pensare di andare da soli. All’opposizione ci sono vari partiti e con questi bisogna confrontarsi. Alla base, però, c’è già un cammino comune fatto all’opposizione da Pd, Avs, Più Europa, Iv ed M5s; un lavoro prezioso su cui costruire una sorta di grande coalizione alla tedesca tra forze riformatrici di centrosinistra come il Pd, forze più spiccatamente di sinistra come Avs, forze di centro liberale come Italia viva e Più Europa e forze di destra come il M5s. Ma pensare di sterilizzare il M5s significa non guardare in faccia la realtà. Lo vediamo su altri temi, dai migranti alla sicurezza. Non a caso il M5s non si definisce forza di sinistra ma progressista”.Non si deve cercare di convertire Conte, insomma? “Nessuno vuole convertire nessuno. Ma ci sono tre aspetti in considerazione: con il M5s abbiamo lavorato; il M5s è una forza che su certi temi la pensa in modo opposto a noi; alla fine dovremo costruire un’offerta credibile di governo”. Pare facile. “Certo non si può fare questo annacquando le proprie idee con compromessi al ribasso. Lo si può fare confrontandosi e trovando soluzioni che consentano a tutti di stare in questa ‘grande coalizione’ in maniera rispettosa e seria. Ma sull’Ucraina non si transige, non lo fa nessuno dei partiti progressisti europei. Tantomeno la segretaria dem Elly Schlein, per la quale Kyiv nella Ue è un obiettivo”. Sensi aggiunge: “E in questo contesto è un’enorme opportunità per l’Europa, non certo un guaio o un rischio. Ed è anche un dovere, non solo morale: la Ue oggi ha bisogno dell’Ucraina e quindi di una pace giusta in Ucraina. Tutto il resto ne discende”.Marianna Rizzini è nata e cresciuta a Roma, tra il liceo Visconti e l'Università La Sapienza, assorbendo forse i tic di entrambi gli ambienti, ma più del Visconti che della Sapienza. Per fortuna l'hanno spedita per tempo a Milano, anche se poi è tornata indietro. Lavora al Foglio dai primi anni del Millennio e scrive per lo più ritratti di personaggi politici o articoli su sinistre sinistrate, Cinque Stelle e populisti del web, ma può capitare la paginata che non ti aspetti (strani individui, perfetti sconosciuti, storie improbabili, robot, film, cartoni animati). E' nata in una famiglia pazza, ma con il senno di poi neanche tanto. Vive a Trastevere, è mamma di Tea, esce volentieri, non è un asso dei fornelli.
Conte dice no, ma "l’Ucraina nella Ue è un punto fermo", dice il riformista dem Sensi
Mentre a livello europeo si immagina un percorso di integrazione per Kyiv, in Italia il tema resta prigioniero di cautele, calcoli elettorali e contraddizioni trasversali. "Il M5s è una forza di destra che sta nel campo dell'opposizione. Pensare di sterilizzarlo significa non guardare in faccia la realtà"
Sensi (Pd) sostiene che l'adesione ucraina è percorso europeo fermo; in Italia prevalgono cautele (Conte M5s), arretramenti (Crosetto FdI), agenda filorussa (Lega). Stabilità ucraina conta per mercato europeo: normativa (AI Act), cloud, talenti, competitività tech; non è rischio economico.














