"La recente notizia che i gessi storici dell’Accademia non troveranno la loro destinazione definitiva a palazzo Rosso ha rinfocolato un annoso dibattito che sembrava ormai sopito e finito nel dimenticatoio". Lo scrive Lanmarco Laquidara (nella foto). "La decisione è stata adotta dicendo che le strutture del palazzo non sono adeguate a sopportare i carichi connessi ai gessi - prosegue Laquidara -, dimenticando però che le librerie cariche di volumi che si è deciso di mettere al loro posto pesano molto di più dei gessi, che sono in gran parte cavi al loro interno. Inoltre non si è neppure ritenuto opportuno indicare un altro luogo in cui realizzare la gipsoteca, segno che la questione è ritenuta del tutto trascurabile e che si giudica privo di interesse il destino di una risorsa la sciata oggi a marcire in qualche deposito dimenticato". "Cna parlava di un patrimonio culturale di grande valore e censurava - prosegue Laquidara -. I gessi nell’agosto 1991 vennero addirittura danneggiati molto seriamente. Furono pressi a mazzate in particolare i gessi del Canova, di Thorwaldsen, Tenerani e Pelliccia, ai quale venne staccata la testa. E per tutti gli anni che ci separano da quella data fu un susseguirsi di proposte per trovare ai gessi storici una adeguata collocazione. Ci fu addirittura chi offrì gratuitamente uno stabile per ospitarli, ma non se ne fece nulla". "Negli anni ogni palazzo che veniva ristrutturato con denaro pubblico fu indicato come sede della gipsoteca - scrive ancora Laquidara -, ma ad oggi siamo punto e a capo. E la frase successiva, quella che dovrebbe contenere la soluzione del problema, non è neppure nella testa di chi lo dovrebbe risolvere. Insomma, la solita vergogna carrarina".
"Sbagliato non portare i gessi a palazzo Rosso"
"La recente notizia che i gessi storici dell’Accademia non troveranno la loro destinazione definitiva a palazzo Rosso ha rinfocolato un...








