Il risultato è doppio. Da una parte l’Accademia delle Belle Arti di Roma potrà finalmente respirare. E qui la battuta è fin troppo facile: si passerà dalle stalle alle stelle. Ma, per una volta, il gioco di parole fotografa la realtà. Negli spazi che per decenni hanno ospitato box e fienili entreranno atelier, laboratori, studenti. Il presidente dell’Accademia Umberto Croppi non nasconde il sollievo: è «una bellissima notizia - dice - consentirà di ampliare gli spazi e lasciare sedi costose e inadatte. I progetti sono pronti, le gare europee arriveranno anche se richiederanno tempo». Ma almeno si parte. I cavalli escono da un limbo urbanistico e simbolico. Al Galoppatoio, restaurato e restituito alla sua funzione, troveranno una collocazione più coerente, lontana dal traffico e più vicina alla loro natura. È un cambio di paradigma. Come ha sottolineato la delegata del sindaco, Patrizia Prestipino: «Finalmente i cavalli vengono spostati in un luogo più idoneo». Ma il percorso non è finito: l’obiettivo resta superare definitivamente una pratica «stressante e altamente pericolosa per gli animali».