HomeArezzoCronacaLidia, il primo voto di ottant’anni fa: “Al seggio col vestito buono e il babbo”. Brindisi per salutare la data storicaHa 101 anni ma non dimentica quel 2 giugno 1946. “Votai Repubblica, in parrocchia parlai della svolta”. Lo sprone del padre, l’errore a stappare il vino. “Sentivo di costruire un pezzetto del futuro di tutti”Lidia Polidori ha superato il secolo di età: il 2 giugno 1946 votò per la prima voltaRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciArezzo, 2 giugno 2026 – Il vestito buono tirato fuori dall’armadio e preparato con cura la sera prima. Prima del giorno che non dimentica. Nemmeno con un secolo di vita alle spalle, dopo aver tagliato il traguardo dei 101 anni. Il 2 giugno 1946 Lidia Polidori aveva 21 anni e un diploma in tasca: maestra elementare. Il ricordo è ancora ben chiaro nella mente, così come l’emozione “di essere scelta come persona del popolo che ha valori democratici e li manifesta attraverso il voto”.
Ha 101 anni ma non dimentica quel 2 giugno 1946
"Votai secondo coscienza”
Poi aggiunge, col piglio di un carattere forte: “Ma ho votato secondo la mia coscienza”. Ha scelto la repubblica , “ho scelto la libertà e la democrazia” e si è data da fare per diffondere e spiegare l’importanza di quel voto che rappresentava una svolta per tutte le donne, un segno tangibile di emancipazione, una conquista storica dopo tante lotte. Per questo fu chiamata dal parroco della Noceta, frazione alle porte di Castiglion Fiorentino: le chiedeva di andare in chiesa, dopo la Messa domenicale, a spiegare l’importanza di “condividere non solo a un momento storico come la scelta tra Repubblica e Monarchia per il futuro dell’Italia e degli italiani, ma anche come strumento di partecipazione democratica”.















