LA STORIA. La signora Barilani, 103 anni di Alzano, fu tra le prime donne alle urne. «Me la ricordo la paura e le botte dei fascisti: scelsi la repubblica». Cresciuta a Olera in una famiglia di 10 figli, un’indomabile voglia di vivere. Su L’Eco di Bergamo 8 pagine dedicate agli 80 anni della Festa della Repubblica anche grazie alle pagine storiche del nostro quotidiano.

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«Fascisti no!». È secca e perentoria la risposta di Oliva Barilani a chi le chiede se il 2 giugno del 1946 abbia votato monarchia o repubblica. «Repubblica, è logico. Quando è stato comunicato che aveva vinto abbiamo messo le bandiere sulle finestre, eravamo contentissimi e facevamo i salti alti così» ricorda proseguendo con una domanda che sa di urlata ribellione alla violenza e alla guerra: «Cosa? Le botte che mi hanno dato?! Ti entravano in casa e cercavano di tutto, te le suonavano con le mani e con i bastoni». Allora basta, era ora di cambiare e dare nuove basi all'Italia, regalandole un’emancipazione che era finanche più urgente e significativa rispetto a quella delle donne finalmente chiamate alle urne per il referendum Monarchia-Repubblica.

No, per Oliva Barilani cresciuta a Olera a pane e fatica, diventata adulta a cascina Fenel verso Brumano e poi alla Busa a pane e sacrifici, per lei la rivincita del voto era «cosa di tutti», del Paese intero. La storia di Oliva