A ottant’anni dal voto per le elezioni dell’Assemblea Costituente è importante la sollecitazione dell’Istituto nazionale Ferruccio Parri a rileggere quegli anni. Giustizia e libertà, la formazione di Parri, il leggendario «comandante Maurizio» uomo chiave della Resistenza, presidente del Consiglio del primo governo nominato dopo la Liberazione, è stata anche un progetto di rinnovamento della politica italiana. Si trattava allora di trasformare la «rivoluzione antifascista» in «rivoluzione democratica», di affermare che la libertà e la giustizia erano inscindibili.

Recuperare oggi il significato sociale di questo legame può essere un modo sia per rileggere i primi passi della Repubblica, sia per rilanciare il progetto di emancipazione personale e collettiva che sta alle sue origini. Tornare cioè a quel modello a cui si ispira la Costituzione figlia della Resistenza e dell’antifascismo, nata dall’incontro tra la presa in carico delle condizioni materiali del vivere e la sottrazione dell’essere umano a qualsiasi potere coercitivo (come ci ha insegnato Stefano Rodotà).

FU IL GOVERNO PARRI a dar vita nel luglio del 1945 al ministero per la Costituente che ebbe il compito di preparare la convocazione della Assemblea costituente e di approntare materiali per la nuova Costituzione. Si formarono apposite commissioni, tra cui quella per gli studi attinenti alla riorganizzazione dello Stato, dedicate al confronto sulle questioni più importanti del futuro assetto. Come noto, la Resistenza fu il terreno di sperimentazione di una nuova società e di un nuovo assetto culturale, giuridico-istituzionale. Significativo, per riportare un solo esempio, l’avanzato progetto di riforma sanitaria elaborato tra il ’44 e il ’45 in seno alla Consulta veneta di sanità, organo del Cln del Veneto, improntato alla tutela e promozione universale della salute, a una organizzazione unitaria dei servizi e a un loro decentramento territoriale. L’attività delle commissioni offrì a sua volta indicazioni rilevanti sulla struttura del nuovo Stato, sul rapporto tra diritti e doveri della persona, sulla configurazione della cittadinanza.