Gli atenei italiani sono in affanno soprattutto a causa degli scarsi finanziamenti destinati alla ricerca: a sottolinearlo è la classifica «Global 2000» del Center for World University Rankings (Cwur), che vede 66 università italiane in graduatoria ma rispetto allo scorso anno, solo 13 università migliorano la propria posizione, 52 scendono e una resta stabile; dunque è come dire che 4 atenei su 5 arretrano. Al primo posto tra le italiane è confermata La Sapienza di Roma ma complessivamente il 79% delle università nostrane perde posizioni. Anche l’Europa si mostra nel suo complesso debole e sebbene l’America faccia la parte del leone confermando per il 15mo anno consecutivo Harvard prima al mondo, il primato le viene contesto dagli atenei cinesi, il 98% dei quali ha ottenuto un punteggio migliore rispetto a quello dello scorso anno.
«I risultati della classifica di quest’anno -commenta Nadim Mahassen, presidente del Center for World University Rankings- dimostrano che gli Stati Uniti vantano le migliori università al mondo. Anni di ingenti finanziamenti e la capacità di attrarre talenti da tutto il mondo hanno permesso alle principali università americane di stabilire standard accademici internazionali e promuovere l’innovazione in tutte le discipline. Tuttavia, questo primato è sempre più messo in discussione nelle posizioni inferiori della classifica, poiché altre università - in particolare quelle cinesi - stanno recuperando terreno, mentre le tradizionali potenze accademiche come il Regno Unito, il Giappone e la Francia faticano a mantenere le proprie posizioni in un panorama accademico globale in rapida evoluzione».











