In un contesto globale sempre più competitivo, le università italiane non riescono più a tenere la posizione, trascinate in basso dalla scarsità di fondi per la ricerca. L'allarme arriva dall'ultima classifica universitaria globale, quella del Center for World University Rankings (CWUR): rispetto all'anno scorso l'80 per cento degli atenei nostrani è sceso in classifica. Nessuna università nella top cento, la prima italiana è la Sapienza che è 125esima (l'anno scorso era 124esima). Delle 66 università censite in questo ranking, 53 scendono, 3 restano dove sono e solo 10 migliorano il proprio posizionamento. Come ha spiegato Nadim Mahassen, presidente di CWUR: «E' allarmante constatare il generale arretramento delle università italiane dovuto al peggioramento della performance nella ricerca e allo scarso finanziamento pubblico. Mentre parecchi Paesi mettono in cima alla propria agenda lo sviluppo dell'educazione e della scienza, l'Italia fatica a tenere il passo. Senza un finanziamento più consistente e una pianificazione strategica, l'Italia rischia di arretrare ulteriormente in un contesto accademico globale in rapida evoluzione».