Gli ultimi giorni hanno regalato al mondo della ricerca e dell’Università italiane due ottime notizie. La prima è che, per la prima volta, e per questo si è parlato di risultato storico, abbiamo superato Francia e Olanda come numero di starting grant europei vinti dai nostri ricercatori. Siamo al terzo posto dopo Regno Unito e Germania. Saremmo addirittura al primo se normalizzassimo sulla popolazione o, meglio ancora, sul numero di ricercatori in attività. A questo risultato hanno concorso Università pubbliche e private ed Enti di ricerca, compresi quelli come l’Italian Institute of Technology (IIT) e Human Technopole cresciuti «parallelamente» a quelli storici. La seconda ottima notizia è che nelle classifiche QS World University Rankings 2026, fra le più considerate a livello internazionale, una Università italiana statale, il Politecnico di Milano, è entrata per la prima volta nelle prime 100 al mondo. Anche questo non era mai successo.