Con la «Nuova via della seta», Pechino ha investito più di 6 miliardi di dollari nel Paese nordafricano per produrre soprattutto batterie e auto elettriche. Ora l'Ue deve decidere come reagire

C’è una scritta che nei prossimi anni ci potrebbe capire di leggere sempre più spesso su alcuni prodotti venduti in Europa: «Made in Morocco». Nel 2025, secondo i dati della Commissione europea, il Paese nordafricano è stato il 17esimo partner commerciale più rilevante dell’Ue, coprendo circa l’1,2% del totale delle importazioni. Insomma, un fornitore importante ma non esattamente di primo piano per il Vecchio Continente. Ma le cose stanno per cambiare, perché c’è un altro Paese che da tempo ha iniziato a puntare sul Marocco come snodo cruciale nei flussi commerciali tra Oriente e Occidente: la Cina.

Gli investimenti cinesi per produrre batterie e auto elettriche

Dal 2017, anno in cui il Marocco ha aderito alla «Nuova via della seta», gli investimenti cinesi nel Paese sono aumentati drasticamente. In particolare, in tutti quei settori in cui Pechino si aspetta una domanda robusta da parte di aziende e governi europei, ossia energie rinnovabili, batterie e auto elettriche. Secondo i dati della società di consulenza Rhodium Group, la Cina avrebbe investito circa sei miliardi di dollari in Marocco dall’inizio della pandemia. «Sta diventando un problema davvero enorme per l’economia europea», ha ammesso Maroš Šefčovič, commissario europeo al Commercio, in un’intervista al Financial Times.