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Domenica l’esercito israeliano ha occupato il forte di Beaufort, nel sud del Libano: il primo ministro Benjamin Netanyahu l’ha definita una «svolta decisiva» nella guerra contro Hezbollah, e il ministro della Difesa Israel Katz l’ha celebrata sui social con messaggi propagandistici.

Il forte ha un significato sia strategico sia simbolico per Israele. Da un lato si trova su un promontorio da cui si vedono bene il Libano meridionale, il nord di Israele e le alture del Golan (un altopiano siriano occupato dall’esercito israeliano), dall’altro è un simbolo dell’occupazione e della presenza israeliana in Libano degli ultimi decenni: l’esercito l’aveva già controllato per 18 anni, dal 1982 al 2000, nella sua più grande e duratura invasione del paese finora.

Il forte di Beaufort, conosciuto in Libano con il nome arabo di Qal’at al Shaqif, si trova su una collina alta circa 300 metri vicino alla città di Nabatieh e al fiume Litani (o Leonte), sotto al quale si stanno concentrando le operazioni militari israeliane. La sua prima versione fu costruita nel Dodicesimo secolo dai Crociati, che conquistarono la collina nel 1139, sulla base di fortificazioni precedenti. Nei secoli successivi fu più volte parzialmente distrutto, ricostruito e ampliato.