L’immagine della bandiera israeliana che – 44 anni dopo la battaglia del Beaufort – torna a sventolare su questo castello arroccato sulle colline libanesi e affacciato sul fiume Litani porta con sé un significato simbolico e strategico che è difficile sopravvalutare. La fortezza di epoca crociata è stata una risorsa strategica per molti eserciti per quasi 1000 anni. Ora è di nuovo nelle mani dell’esercito israeliano, che l’ha riconquistata al culmine della sua più profonda incursione nel Libano da oltre un quarto di secolo.
La rilevanza di questo sviluppo si riflette nella solennità con cui il ministro della Difesa Israel Katz ha annunciato la conquista. “44 anni dopo la battaglia eroica sul Beaufort - e nel Giorno della Memoria per i caduti della Guerra di Shalom HaGalil e tra loro i soldati del Golani caduti nella battaglia per il Beaufort - i combattenti dell'IDF, e in testa la Brigata Golani, sono tornati sulla vetta del Beaufort e vi hanno issato nuovamente la bandiera di Israele e la bandiera del Golani”, ha scritto il ministro su X, nel post che accompagna l’immagine. E ancora: “Su indicazione del primo ministro Netanyahu e su mia indicazione, l'IDF ha ampliato la manovra in Libano, ha attraversato il fiume Litani e ha conquistato la cresta del Beaufort - uno dei punti strategici più importanti per la difesa degli insediamenti della Galilea e per la salvaguardia della sicurezza delle nostre forze. Oggi è stato rimosso il velo di segretezza imposto sull'operazione per impedire che informazioni raggiungessero il nemico”.










